Monchi: "Vogliamo cambiare la storia, ma è difficile"

Le parole del ds dopo il k.o. con l'Atalanta


Momento complicato. Cos’è che non va?
E’ difficile dire una sola cosa, sono tante le cose che non vanno bene. Dobbiamo fare un’analisi interna, cercare il problema e trovare una soluzione. Siamo professionisti, dobbiamo assumerci tutti le proprie responsabilità, io in primis che sono il responsabile sportivo della società. Adesso che arriva la sosta dovremo pensare tranquillamente e trovare soluzioni, magari parlando meno e facendo di più.

Mercato?
Per operare sul mercato bisogna avere i soldi. Voi sapete la nostra situazione economica. Le soluzioni dobbiamo trovarle non nel mercato, ma dentro Trigoria.

Ha parlato di responsabilità sportive. Cosa è cambiato dal primo posto in Champions ad oggi dal punto di vista sportivo?
Difficile saperlo. Alcune volte i problemi sportivi arrivano perché ci sono dei problemi mentali prima. Magari non abbiamo saputo amministrare i tanti risultati positivi. Se vediamo, dopo il primo posto in Champions e il derby siamo cominciati ad andare male. Per me, come avevo detto, la partita importante era quella di Verona.

Cambiano i ds, cambiano gli allenatori, ma i problemi a Roma sono sempre gli stessi…
Negli ultimi 15-16 anni la Roma avrà cambiato 250 giocatori, non so quanti allenatori, non so quanti presidenti, non so quanti direttori generali. Non è un problema di persone, ma di mentalità.

L’esclusione di Nainggolan può essere un passo per cambiare questa mentalità?
L’esclusione è stata presa perché ha fatto una cosa negativa. La società ha deciso in questo modo perché pensa sia la cosa migliore nel presente e nel futuro.

Di Francesco? Avete piena fiducia?
Ci sono problemi più importanti. Non esiste un problema allenatore al momento.

Nel mercato la Roma ha sempre dovuto cedere prima di comprare. Anche quest’anno sarà così?
Forse. Forse sarà così. Il primo problema che abbiamo è sportivo, ma purtroppo abbiamo anche altri problemi a cui dovremo trovare soluzioni.

 

Sono anni che a Roma si ripete sempre la stessa situazione. Lei che idea si è fatto? Qual’è il problema della Roma?
Stiamo cercando di trovarlo, ci stiamo lavorando tutti i giorni per 12 ore a Trigoria per provare a cambiare la storia, ma non è facile.